Retro della villa
Il Parco Il Parco di Villa Annoni di Cuggiono è uno degli esempi più importanti dei parchi dell'epoca neoclassica lombarda, per estensione (23 ha), valore architettonico, botanico e storico-culturale. Il giardino paesistico, l'orto e il frutteto, i campi coltivati; disegnati da filari e il vigneto sulla collina, il tutto incorniciato da un bosco naturale, partecipavano alla composizione estetica del parco che intendeva proporsi a modello del paesaggio che lo circondava.


Alcune parti del seguente testo sono state tratte dalla tesi di:
Morlacchi Sara
Padoan Emanuele
Rancilio Daniele

La linea dell'arco
PROPOSTA DI ECOMUSEO PER LA TUTELA E LA CONSERVAZIONE DEL TERRITORIO AGRICOLO DI CUGGIONO

Tesi di laurea in architettura: Relatore prof. M. Boriani, corelatore S. Coloru, Politecnico di Milano 1995

Le foto sono di RENATO CALCATERRA - Fotografo

 

INQUADRAMENTO STORICO

Nella parte meridionale del paese si imposta, su una strada di secondaria importanza un palazzo di maestose proporzioni. Questa sontuosa dimora di campagna, fu voluta dalla famiglia Annoni che, sul finire del Settecento, incaricò della progettazione l'architetto genovese Giuseppe Zanoja

Santino Langè 1972

Retro della villa
Le dimensioni del complesso di Villa Annoni appaiono ancora più evidenti confrontandole, in una carta ottocentesca, con quelle del paese.
La struttura della Villa e del parco dovevano essere già complete al principio del 1825 anche se la loro storia ha inizio verso la fine del '700, quando il Conte Giampietro Annoni iniziò ad acquistare i primi terreni nel Comune di Cuggiono Maggiore con il probabile obiettivo di realizzare una grande tenuta agricola. Questa tesi è dimostrata anche dalla presenza della cascina Leopoldina, le cui forme e decorazioni arricchivano e abbellivano le visuale del parco, testimoniando una stretta connessione tra giardino paesistico e la campagna coltivata secondo quell'integrazione giardino-natura-paesaggio agricolo, obiettivo primario dei principi teorici del parco paesistico.
La costruzione dell'opera iniziata dal Conte Giampietro Annoni, fu portata avanti dal figlio Alessandro con la costruzione della villa e del parco all'interno di una vasta tenuta agricola i cui terreni giungevano fino a Bernate.
La villa fu completata presumibilmente nel 1809 e nell'anno seguente ne fu consacrata la cappella internaa.

Il parco è stato progettato unitariamente al complesso edilizio e realizzato tra il 1819 e il 1825, anno della morte del Conte


Il progetto della Villa è attribuito all'Arch. Zanoja, il quale curo anche la progettazione della facciata del Duomo di Milano. Lo Zanoja era l'architetto di fiducia di nobili famiglie milanesi quali i Borromeo-Arese, i Cicogna-Mozzoni, gli Annoni, gli Archinto, per le quali eseguì importanti progettazioni, tra cui alcune parti del Palazzo della famiglia Annoni in Milano. Per il progetto del Parco l'arch. Zanoja si è presumibilmente ispirato all'opera dell'arch. Canonica che ha progettato lo straordinario Parco di Monza.


L'aspetto originario del Parco di villa Annoni così come venne realizzato all'epoca ci è consegnato da pochissimi documenti, tra i quali la cartografia del territorio milanese del tenente Brenna, redatta tra il 1805 e il 1840. Sulla base di questo documento è stato possibile individuare le parti della composizione del parco. Esso si presentava come un perfetto esempio di giardino paesistico all'inglese, dotato di tutti gli elementi tipici di questa sistemazione.

Pavoni nel parco

Il Parco di Villa Annoni di Cuggiono è uno degli esempi più importanti dei parchi dell'epoca neoclassica lombarda, per estensione (23ha) - è secondo in Lombardia dopo il parco della Villa Reale di Monza -, valore architettonico, botanico e storico-culturale.
La sua composizione generale è rimasta pressochè inalterata fino ai giorni nostri sono variati invece la gran parte dei sentieri e degli elementi architettonici di arredo. La presenza di sentieri non rettilinei nella parte trattata a parco; di rilievi artificiali che movimentano e variano le visuali del laghetto, anch'esso artificiale; di alcuni gruppi boschivi che, chiudendo le visuali, danno l'impressione di dilatare all'infinito le dimensioni del parco stesso.
Da sottolineare è la presenza delle serre botaniche che soddisfano il gusto dell'esotico, tipico dell'epoca che vengono descritte dal Conte "ricche di piante esotiche ed indigene"
Alla fine dell'800 risultano già edificati tutti gli edifici interni al parco ed ancora oggi esistenti (ingresso delle carrozze, coffee house, casa dei caprioli, tempietto, casa dei daini, cascina Leopoldina).



Nel 1900 morì Aldo Annoni, ultimo discendente della famiglia Annoni, e le proprietà di Cuggiono furono ereditate dal conte Giampietro Cicogna Mozzoni. Infatti sono opera del figlio Carlo le modificazioni della villa e probabilmente anche del parco introdotte intorno al 1920 con la costruzione di due ali simmetriche al corpo centrale della villa. E' inoltre attribuibile a questo periodo l'interramento del laghetto artificiale di impianto ottocentesco.


Alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1947, il complesso venne venduto al senatore Pietro Bellora, industriale Gallaratese, che fece della villa la sua residenza definitiva.


Un decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, nel 1967, dichiara che la villa e il parco "rivestono un interesse particolarmente importante" per la tutela dei beni di interesse artistico e storico.
Nonostante le disposizioni legislative e i numerosi richiami del Ministero della Pubblica istruzione al Bellora sulla generale incuria di tutto il complesso il parco inizia un periodo di decadenza.


Nel 1979 la villa e il parco vengono acquistati definitivamente dal Comune di Cuggiono.

SITUAZIONE ATTUALE

Da quando la villa e il parco sono divenuti proprietà comunale sono state introdotte delle aree a gioco per i bambini e si è intervenuti in vari momenti alla ristrutturazione parziale degli immobili.
Sull'immobili e sul parco negli anni si sono susseguiti inteventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

All'interno del parco è situato un edificio composto da un ampio porticato, adibito anche al ritiro dei mezzi agricoli, ristrutturato nel 1999, nel quale sono stati ricavati due servizi igienici ed un locale usufruito dall'Associazione dei Volontari per la Salvaguardia di Villa Annoni e del suo Parco.


Nell'ottica di una manutenzione straordinaria nell'anno 1997 è stato eseguito un rifacimento totale della copertura del complesso della Villa Annoni, al fine di tenere l'immobile isolato dalle perdite e dalle infiltrazioni d'acqua.

Anche gli edifici annessi al corpo centrale sono stati oggetto di ristrutturazioni parziali o totali con la creazione di 2 servizi igienici ed uso del locale bar e dei visitatori antistanti l'ingresso principale al parco, con l' esecuzione di una cucina situata sotto i porticati e la parziale chiusura dei porticati stessi.

Nell'immobile situato a sinistra dell'ingresso al parco si trova il locale Centro Sociale.

Questa zona del complesso di Villa Annoni è completata dalla presenza di un'aia in cemento, utilizzata per lo svolgimento di serate danzanti e feste paesane.

Dall'ala destra dell'entrata di P.zza XXV Aprile si entra nel chiostro dove, nella stagione estiva, trova sede il cinema all'aperto. Sempre dal chiostro si accede al Museo Storico Civico delle arti e dei mestieri Cuggionesi.

Nell'ala destra del fabbricato, a seguito di ristrutturazione effettuata tra il 2001 e il 2002, hanno trovato sede la Biblioteca Comunale, la Sala Consiliare, l'Ufficio della Polizia Locale e la "sala delle colonne" sede dell'Uff. Servizi Demografici.
L'ala sinistra della Villa Annoni è stata ristrutturata, nell'ambito dell'iniziativa Progetto Naviglio Grande; Questa ristrutturazione ha riportato all'utilizzo di alcune sale: Sala della Mangiatoia e Sala Don Milani situate a piano terra e dei locali destinati alla Banda Municipale al piano superiore (sala G. Schneider)..

Nel corpo centrale della Villa , dopo un importante lavoro di restauro conservativo dell'immobile e degli affreschi, dal 6 marzo 2007 ha trovato la propria sede il Municipio Comunale.

L'ultimo intervento di ristrutturazione ha interessato i porticati dell'Aia che sono stati oggetto di un importante lavoro di restauro e di chiusura con vetrate mobili che ne permettono l'utilizzo anche durante la stagione invernale.

Ancora oggi l'intero complesso è completamente circondato da un muro di cinta alto circa 2 metri. I tre ingressi principali si aprono dalla villa, dalla ex corte agricola e dall'ex ingresso del custode.


L'area del parco attualmente ha destinazioni d'uso differenti: il settore est, immediatamente visibile dalla villa, è un giardino paesistico; quello a ovest, é una compatta macchia di arbusti sempreverdi.
Il parco si presenta con una prima immagine straordinaria, un lungo cannocchiale prospettico che dalla villa guida lo sguardo fino al tempietto ionico per poi perdersi nel paesaggio. Il cannocchiale prospettico è limitato, nel suo primo tratto, dalle chiome di specie sempreverdi.
La materia vegetale è abbondante, soprattutto nella zona a giardino, in cui si contano più di160 specie arboree, tra cui alberi e arbusti, spoglianti e sempreverdi, In prevalenza ci sono querce, aceri, robinie e carpini, si segnalano poi degli ailanti, delle gingko biloba (i famosi fossili viventi), dei rari meli da fiore (prunus serrulata), degli osmanti e dei lauri portoghesi.
Gli alberi più antichi sono dei portentosi cedri del Libano, messi a dimora nell'area immediatamente prospiciente la villa, risalenti all'originale impianto del parco. Il cedro del Libano, diffuso a quei tempi, era un'essenza piuttosto rara. Nel parco si trovano poi cedri atlantici e deodara, essenze ora diffuse, ma una vera rarità per quei tempi!
Pavoni nel parco

Il perimetro dell'intera tenuta è circondato da boschetti a rinnovamento spontaneo, composti in prevalenza da robinie, querce, carpini, aceri ed ailanti.
Al centro del parco si trova un piccolo laghetto, alimentato artificialmente, popolato da oche, anatre e cigni.
Fino dalla sua realizzazione il parco era popolato da diversi animali; oggi molte specie sono scomparse, tutta via si possono ancora incontrare pavoni, anatre, lepri e conigli. Negli ultimi anni è stata creata una voliera, nella zona prospiciente l'area attrezzata a giochi per bambini,

Il progetto realizzato in collaborazione con il Parco del Ticino di restauro e ristrutturazione del Parco di Villa Annoni ha avuto come obiettivi fondamentali l'individuazione dei segni che la storia, con le testimonianze di cultura architettonica, botanica, ingegneristica e agronomica stratificatesi nel tempo, hanno lasciato e il loro reinserimento nella conformazione attuale del giardino al fine di consentire la rilettura della diverse parti e delle relazioni previste tra l'arredo vegetale, le decorazioni scultoree e le architetture presenti all'interno del parco.
Nuove coltivazioni

Il Parco Paesistico ha subito nel corso del tempo vere trasformazioni e metamorfosi che si evidenziano soprattutto nella componente vegetale. Gli interventi di restauro e manutenzione effettuati hanno riguardato essenzialmente la salvaguardia del patrimonio arboreo esistente, la salvaguardia dei rapporti di equilibrio e delle proporzioni tra le varie parti del giardino e il recupero delle visuali prospettiche previste nel progetto originario.
Il cannocchiale prospettico, che parte dalla villa ha come punto focale il tempietto e si perde nel paesaggio, si presenta strutturalmente incompleto a causa della morte di esemplari importanti. Gli interventi hanno rafforzato e garantito la sua permanenza con l'inserimento di nuove specie arboree e con l'abbattimento di un doppio filare di Pinus strobus, di scarso valore naturalistico, che rompeva le visuali previste nel progetto originario.
Laghetto

Il laghetto ha subito una ridefinizione dei suoi margini che hanno acquisito i caratteri di naturalità tipici dei laghetti dei giardini paesistici. I nuovi confini del laghetto dovranno quindi scorgersi gradualmente ed essere ornate da macchie di alberi che si alternano a fasce di piante acquatiche.
Il tempietto è coronato da alte querce che fungono da prolungamento ideale del cannocchiale prospettico che si origina dalla villa e attraverso tutto il parco. In questa zona si è provveduto alla pulizia della collina , del sottobosco e l'integrazione della componente arborea e arbustiva con le specie pinee. Sono state abbattute alcune specie arboree e reintegrate con specie autoctone sia sulla sommità della collina che nelle sue parti laterali verso il bosco perimetrale.

Diverso è il carattere del boschetto presente sul rilievo artificiale su cui si erge la coffee house, dignitoso ed elegante, costituito essenzialmente da esemplari di querce, taxus baccata e carpinus betulus.

IL NUOVO DISEGNO DEL PARCO

Nuova mappa del parco
Il nuovo disegno del parco riordina tutta l'area agricola del parco storico.


Integrate con la materia vegetale sono sparse nel parco diverse presenze architettoniche di piccola entità il tempietto ionico, collocato su una collinetta all'estremità sud del parco e circondato da un bosco di alte querce, costituisce il fulcro del principale asse prospettico del parco, intorno al quale è costruita l'intera architettura del parco.

Il tempietto

E' un edificio circolare con colonne in stile ionico, venne edificato dopo il 1825 in memoria del conte Alessandro Annoni, che poggia su un basamento di granito rosa, da cui si elevano otto colonne in pietra arenaria, che sorreggono un'architrave ornata da cornici ancora in arenaria e una cupola emisferica ricoperta all'esterno di rame al culmine della quale è collocata una pigna marmorea (simbolo della vita eterna).
L'anello pieno comprende, in corrispondenza delle otto colonne, alcune lettere, intervallate a dei rombi: A* L * F * A*. Il significato delle lettere è chiaro: si tratta delle iniziali dei nomi dei componenti della famiglia del fondatore della villa.
Sul cippo centrale è stato riposizionato il busto marmoreo restaurato del fondatore. Sulcippo si intravedono a fatica solo due iscrizioni latine dilavate dagli agenti atmosferici.

L'ingresso monumentale.

L'ingresso monumentale con l'edificio della casa del custode che si affaccia su via Magenta una volta costituiva l'ingresso principale alla villa e al parco prima della costruzione, nel 1920, del nuovo ingresso monumentale, nell'ala est della villa stessa. L'importanza della costruzione è diimostrata dalla presenza di grosse alberature.
La facciata verso il parco presenta una composizione pietenziosa: ai lati dall'androne dell'ingresso, quattro colonne doriche sorreggono una trabeazione e un timpano ai quali si aggiunsero, nel 1920, due corpi laterali contenenti le scale per raggiungere i piani superiori e i servizi igienici. All'esterno, ognuno dei due corpi ospita una fontanella, alloggiata in una nicchia.

La coffee house

La coffee house, a ovest dell'asse centrale del parco, si eleva su una serie di piccoli rilievi che culminano nei pressi del laghetto. Anche la coffee house è un elemento spesso presente nell'arredo di giardini e parchi storici: era luogo di svago e di relax, nel quale si era soliti consumare quella bevanda esotica da cui prende il nome, all'ombra degli alberi, al riparo della calura estiva.
La struttura della coffee house, semplice e modesta nel suo aspetto esteriore, ha al suo interno decorazioni pittoriche di una certa rilevanza.

La casa dei daini


La casa dei daini è una costruzione a pianta esagonale, posta ad est del tempietto ionico, realizzata nella seconda metà dell'800 per ospitare gli animali del parco. Si tratta di un edificio a due piani, con un accesso al piano superiore consentito dall'accostamento di una collinetta di terra ai tre lati dell'esagono.
Le pareti interne del piano inferiore presentano delle nicchie dove erano sistemate le mangiatoie e gli abbeveratoi degli animali.


La casa dei caprioli

La casa dei caprioli

Pittoresca e minuta della casa dei daini, la casa dei caprioli è un piccolissimo edificio a pianta rettangolare, in pietra e mattoni, risalente alla seconda metà dell'800. Anch'esso fu probabilmente realizzato come ricovero per gli animali che popolavano il parco ma ricopriva anche una funzione estetica, contribuendo, a determinare un ambiente pittoresco. Questa struttura veniva utilizzata oltre che come rifugio per gli animali anche come ghiacciaia.

La collina

Nel lato ovest del parco, presso il muro di cinta, sorge una collinetta ricoperta d'edera che ospita un elemento d'arredo tipico del parco romantico: una grotta artificiale.
La collina è anch'essa custodita da importanti querce che ne rivestono i fianchi.
La struttura è ealizzata in mattoni che, qua e là vengono messe in evidenza dalle lacune nel rivestimento in roccia artificiale.
All'interno della grotta rimane ancora oggi la statua in pietra di un cane, che doveva fare parte di un complesso statuario più ampio, di cui però non esistono tracce nè memorie.

Le serre- limonaie

Le serre-limonaie costituiscono l'ala sinistra della villa. La facciata presenta una serie di quindici ampie arcate, di cui le tre centrali sono precedute da una breve scalinata in granito grigio e sono sormontate da un timpano.